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Antitrombina Noto anche come: Antitrombina III funzionale, ATIII, AT3
Nome: Antitrombina (Attività e Antigene)
Esami associati: aPTT, Fattori della Coagulazione, D-dimero, Fibrinogeno, Omocisteina, Lupus Anticoagulant, Proteina S e proteina C, Proteina C, PT e INR, PT 20210, Fattore V Leiden e PT 20210- varianti geniche
In sintesi

In sintesi

Perché fare il test?
Per valutare la causa di fenomeni coagulativi inappropriati, per aiutare nella diagnosi di carenza di antitrombina

Quando fare il test?
Circa due mesi dopo un fenomeno coagulativo inappropriato (evento trombotico); quando non vi sia la risposta attesa alla terapia anticoagulante eparinica.

Che tipo di campione viene richiesto?
Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il test richiede una preparazione?
No.

Il campione da analizzare

Il campione da analizzare

Cosa viene testato?
L’antitrombina è una proteina prodotta dal fegato che aiuta a regolare la formazione del coagulo nel sangue (è un blando fluidificante del sangue). Il test dell’antitrombina misura l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina nel sangue di un individuo ed è utilizzato per valutare l’eccessiva formazione di coaguli nel sangue.
Normalmente, quando un vaso sanguigno viene danneggiato, l’organismo inizia un complicato processo chiamato emostasi per formare il coagulo ematico e prevenire la perdita ulteriore di sangue. Una parte di questo complesso processo implica l’attivazione di alcune proteine chiamate fattori della coagulazione in una serie di passaggi conosciuti come cascata della coagulazione. L’antitrombina aiuta a modulare questo processo inibendo l’azione di fattori attivati della coagulazione, inclusi la trombina e i fattori Xa, IXa e XIa per rallentare il processo e prevenire l’eccessiva e inappropriata formazione di coaguli (trombosi).
Le persone affette da disordini dell’emostati e della coagulazione dovuti a carenza di antitrombina ereditata o acquisita hanno un rischio aumentato di sviluppare coaguli ematici, specialmente nelle vene profonde, come quelle delle gambe (trombosi venosa). Le carenze ereditarie sono rare, gli affetti sono circa 1 su 5000 persone. Nelle persone che hanno ereditato un gene difettoso e uno normale (eterozigoti), gli episodi di formazione inappropriata di coaguli iniziano tipicamente attorno ai 20-30 anni d’età. E’ molto raro che un individuo possa ereditare due geni codificanti l’antitrombina difettosi, in tal caso egli mostrerà gravi problemi coagulativi subito dopo la nascita.
La carenza di antitrombina acquisita può sopraggiungere ad ogni età. Essa è associata a più patologie e condizioni, tra cui le patologie del fegato, la trombosi estesa, la coagulazione intravascolare disseminata (CID), la perdita di sangue, il cancro e la sindrome nefrosica, una forma di patologia renale.
Ci sono due tipi di carenze di antitrombina. Nel tipo 1 l’antitrombina funziona normalmente ma la quantità di proteina è insufficiente. Nel tipo 2, la quantità di proteina prodotta è sufficiente ma la funzionalità è compromessa. Questi due tipi di carenza possono essere differenziati e valutati con due test:

- Attività dell’antitrombina, che valuta la funzionalità dell’antitrombina.

-         Antigene dell’antitrombina, che misura la quantità di antitrombina presente.

Che tipo di campione viene richiesto?
Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

NOTA: Se il sottoporsi a queste analisi mediche provoca stati d' ansia o disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.
Un ulteriore articolo: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico


Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?
In genere non è necessaria alcuna preparazione al test. E’ da notare che il test per la carenza di antitrombina non è raccomandato se la patologia dell’individuo incide sulla concentrazione di antitrombina (ad esempio nella CID) e/o dopo che la persona sia stata trattata con eparina per la formazione di un coagulo.

L'esame

L’esame

Come si usa?
Quando viene prescritto?
Che cosa significa il risultato del test?
C'è qualcos'altro da sapere?

Come si usa?
Il test dell’antitrombina é innanzitutto richiesto, insieme ad altri test, per disordini da eccessiva formazione di coaguli, per indagare sulla causa di formazione ricorrente di coaguli (trombosi). I test valutano l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina.
Il test di attività dell’antitrombina é effettuato per primo, per valutare se la quantità totale di antitrombina funzionale é normale. Se l’attività dell’antitrombina è bassa, allora viene effettuato il test dell’antigene dell’antitrombina per determinare la quantità di antitrombina presente. Questi due test possono essere usati per differenziare tra le carenze di antitrombina di tipo 1 e di tipo 2. Se il difetto è stato determinato, entrambi i test vengono di solito ripetuti in un secondo momento per confermare il risultato. I test dell’antitrombina sono talvolta utilizzati per valutare le persone che non rispondono all’eparina, come ci si aspetterebbe. L’eparina è un farmaco anticoagulante somministrato a individui che t vanno incontro alla formazione di coaguli o sono a rischio di svilupparli in modo inappropriato. L’eparina può aumentare notevolmente l’attività antitrombinica e questo inibisce la formazione di coaguli, ma coloro i quali hanno una carenza dell’antitrombina sono resistenti al trattamento con eparina.

Quando viene prescritto?
Le prove dell’attività dell’antitrombina sono richieste, insieme ad altri test per disordini da eccessiva formazione di coaguli (come Proteina C e Proteina S, e test per il Lupus anticoagulant), quando un paziente ha subito trombosi venose ricorrenti. L’ antitrombina dovrebbe essere misurata dopo che un coagulo di sangue é stato curato e risolto, poiché sia la presenza del coagulo che la terapia seguita per curarlo influenzerebbero il risultato del test dell’antitrombina.
Test per l’ antitrombina possono essere richiesti quando un paziente non risponde come ci si aspetterebbe all’effetto dell’eparina, quando sono necessarie dosi insolitamente alte di eparina per raggiungere il livello desiderato di coagulazione.

Che cosa significa il risultato del test?
Una diminuita attività di antitrombina ed una diminuita quantità di antigene dell’antitrombina suggeriscono una carenza di antitrombina di tipo 1. In questo caso, l’attività é diminuita perché c’é meno antitrombina disponibile a partecipare alla cascata della coagulazione. L’attività ridotta di antitrombina e concentrazioni normali di antigene dell’antitrombina suggeriscono una carenza di antitrombina di tipo 2. Questo significa che c’è antitrombina sufficiente, ma che non sta funzionando come dovrebbe. In entrambi i casi, la carenza aumenta il rischio della persona affetta di sviluppare un’ inappropriata coagulazione del sangue.
Se l’attività di antitrombina é normale, allora il test dell’antigene dell’antitrombina non viene di solito effettuato. In questo caso, l’antitrombina sta funzionando adeguatamente ed i ricorrenti episodi trombotici indagati sono probabilmente dovuti ad altra causa.
Il decremento temporaneo o cronico della concentrazione di antitrombina può essere osservato in patologie e condizioni che ne influenzano il consumo o la produzione, come:

- CID (Coagulazione intravoscolare disseminata), una patologia acuta o cronica caratterizzata dal consumo di fattori della coagulazione, la persona affetta può sanguinare e/o formare coaguli.

-         TVP (trombosi delle vene profonde- formazione di un coagulo, solitamente nelle vene profonde delle gambe)

-         Patologie del fegato

-         Sindrome nefrosica

-         Patologie con perdita di proteine

-         Embolia polmonare

-         Terapia eparinica (concentrazione transitoriamente bassa dell’antitrombina)

-         Bambini durante i primi giorni di vita (circa il 50% della concentrazione di un adulto sano)

-         Terapia estrogenica

Livelli aumentati di antitrombina non sono normalmente considerati un problema. Essi sono in genere osservati in patologie quali l’epatite acuta o il blocco dei dotti biliari (colestasi), il trapianto renale, la carenza di vitamina k o il trattamento anticoagulante con warfarin (COUMADIN®). D’altra parte, una concentrazione normale della proteina mentre l’individuo è in terapia con warfarin non esclude la presenza di una carenza di antitrombina.

C’è qualcos’altro da sapere?
Se un paziente con carenza di antitrombina ha anche altri difetti di coagulazione, come carenza di proteine C o S, una mutazione del fattore V Leiden, o usa contraccettivi orali, allora può essere a rischio notevolmente alto di sviluppare un coagulo di sangue.
La carenza di antitrombina può aumentare il rischio di ripetuti aborti spontanei.
I pazienti con carenza di antitrombina possono dover assumere anticoagulanti preventivamente prima di interventi medici o chirurgici. Ora sono disponibili concentrati di antitrombina e antitrombina ricombinante da usarsi temporaneamente per correggere carenze di antitrombina acute o croniche.

References to Laboratory Test Domande frequenti

Domande frequenti

1. Come si può conoscere il proprio rischio di sviluppare un coagulo di sangue?
2. E’ opportuno comunicare al dentista o ad altri medici la carenza di antitrombina?
3. E’ possibile fare qualcosa per cambiare l’attività e la quantità dell’antitrombina?

1. Come si può conoscere il proprio rischio di sviluppare un coagulo di sangue ?
Se si ha una storia personale o familiare forte di ricorrenti formazioni di coaguli del sangue, il medico può ricorrere ad un esame obiettivo per determinare il vostro stato generale di salute e richiedere una serie di test per determinare il rischio di andare incontro ad un disordine da eccessiva formazione di coaguli. Più si hanno fattori di rischio ereditari o acquisiti (come la mutazione del fattore V Leiden o la mutazione PT 20210 o la carenza di Proteina C o S), più alto è il rischio relativo di formazione del coagulo. Questo rischio aumenta ulteriormente se si é obesi, sedentari, se si soffre di ipertensione, se si fuma, e/o se si prendono contraccettivi orali. È importante ricordare tuttavia, che qualsiasi rischio relativo riscontrato é ancora un rischio statistico. Nessuno può prevedere se un paziente specifico sperimenterà effettivamente episodi di coaguli ricorrenti.

2. E’ opportuno comunicare al dentista o ad altri medici la carenza di antitrombina ?
Si.  Questa é una informazione importante che coloro che si prendono cura della salute del paziente dovrebbero conoscere, dato che questa riguarda la capacità dell’organismo di coagulare il sangue in modo corretto, elemento importante durante e dopo una procedura medica.

3. E’ possibile fare qualcosa per cambiare l’attività e la quantità dell’antitrombina?
In generale, no. Se si ha una carenza acquisita correlata ad un’altra patologia, ad esempio ad una patologia epatica, trattare la malattia può diminuire o eliminare la carenza della proteina. Se necessario, il medico può trattare il paziente con antitrombina (farmacologicamente) per correggere temporaneamente la carenza.

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In questo sito
Condizioni patologiche: Disordini da eccessiva formazione di coaguli, Disordini dell’emostasi e della coagulazione, Patologie del fegato

Altrove sul web
American Society of Hematology: Patient Information, Blood Clots  
National Heart, Lung and Blood Institute: What is Excessive Blood Clotting? 
National Heart, Lung and Blood Institute: What is Deep Vein Thrombosis? 
National Blood Clot Alliance
National Alliance for Thrombosis and Thrombophilia: Antithrombin Deficiency, An In-Depth Guide for Patients and Health Care Providers

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