Il Pap Test rappresenta il principale esame per individuare il carcinoma del collo dell’utero.
La presenza del Papilloma Virus (HPV) è stata riconosciuta come una delle cause d’insorgenza del tumore della cervice uterina: questo agente virale può essere individuato tramite un test effettuato con metodologia di biologia molecolare.
Il prelievo cervicale può essere effettuato contestualmente a quello per il Pap Test : l’associazione di questi due esami migliora notevolmente la diagnosi e prevenzione.
Nel caso in cui venga rilevata la presenza del virus questo verrà genotipizzato un’informazione chiave, in quanto il tipo di HPV presente è uno dei fattori più importanti che determinano il rischio di progressione verso lesioni di alto grado.Inoltre nella diagnosi delle malattie sessualmente trasmesse il laboratorio è in grado di proporre un test multiplex real-time PCR per la identificazione in biologia molecolare dei principali patogeni causa di malattie sessualmente trasmesse:
Chlamydiatrachomatis, Neisseriagonorrhoeae, Trichomonasvaginalis, Mycoplasma hominis, Mycoplasma genitalium, Ureaplasma urealyticum, Ureaplasma parvum.
Valutazione della riserva ovarica.
Ai tradizionali dosaggi ormonali eseguiti di routine ( FSH, LH, Estradiolo,Progesterone, Prolattina …) si affianca il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH), altro prodotto dei follicoli ovarici, che si riduce con l’arrivo della menopausa.
La concentrazione di AMH nel siero è direttamente correlata con la conta follicolare antrale e rappresenta un migliore indicatore della riserva ovarica rispetto all’ FSH, all’inibina B o all’estradiolo.
Con l’avanzare dell’età, la capacità di riproduzione nel sesso femminile si riduce, in quanto si riduce il numero di follicoli.
Il potenziale riproduttivo ovulatorio in una donna viene denominato ” riserva ovarica”. L’AMH è il marker analitico più preciso per la misura di questa potenzialità.
BITEST screening biochimico nel primo trimestre di gravidanza
Il bitest è un test di screening che permette di valutare il rischio di sindrome di Down e di altre anomalie cromosomiche nel feto.
Il bitest è un esame non invasivo che viene eseguito nel primo trimestre di gravidanza,ovvero tra la 11^ e la 13^ settimana di amenorrea, in modo da poter individuare precocemente le gravidanze a rischio. Il test si effettua con un semplice prelievo di sangue.
Il risultato dipende dall’analisi dell’età materna rapportata al dosaggio dei due ormoni free beta hCG e PAPP-A , combinata ad un dato ecografico fornito dal ginecologo (la translucenza nucale).Il risultato è disponibile dopo 2 giorni.
PRENATALE SAFE
Esame prenatale non invasivo che analizzando il DNA fetale circolante nel sangue materno individua la presenza di aneuploidie fetali
La più temibile patologia che consegue alla menopausa è l’osteoporosi. Si tratta di una patologia multifattoriale caratterizzata da un impoverimento osseo che colpisce circa il 30% delle donne in età postmenopausale con conseguente aumento della possibilità di fratture soprattutto a livello vertebrale.
Il laboratorio mette a disposizione un pannello di esami specialistici che permettono di migliorare diagnosi e prevenzione:
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